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Self Talk


Ognuno di noi ha un constante dialogo interiore che guida ogni sua azione, governa e giudica il comportamento e contribuisce ad articolare il filo del pensiero. Tale dialogo può agevolare o ostacolare la vita dell’individuo, basti pensare al peso del giudizio negativo o alla carica generata dall’auto-motivazione. Tale aspetto può essere monitorato e allenato attraverso una tecnica specifica definita Self Talk. Il Self Talk si rivela utile sia nella gestione delle emozioni nel quotidiano, che efficace nel mondo dello sport; in questo ambito infatti costituisce uno strumento particolarmente potente a supporto della performance e a sostegno del benessere dell’atleta.

Tale tecnica può essere applicata in ambiti diversi ma è necessario un training che abbia l’obiettivo di far gestire all’atleta questa risorsa nel modo più funzionale, non esclusivamente contestualizzata al momento della gara, ma che diventi un “modus pensandi”, interiorizzata a partire dalla vita quotidiana e che diventi parte della routine. Lo sviluppo di tale abilità mentale ha diverse finalità: può essere utilizzata per attivarsi, per incrementare la fiducia nelle proprie abilità, oppure può aiutare a modulare la concentrazione e agevolare l’apprendimento di nuove capacità o migliorare quelle già conosciute.

Il Self Talk, infatti, può essere suddiviso in motivazionale e didattico; la prima tipologia interviene a sostegno della motivazione, e può essere utilizzato dall’atleta in momenti con un’intensa attività emozionale; un esempio potrebbe essere nel momento in cui incappa in un errore in un momento decisivo della gara e vuole riprendersi per continuare al meglio. La seconda tipologia invece risulta legata all’acquisizione o al consolidamento di una determinata abilità; utilizzando un linguaggio consono è possibile accelerare le capacità cognitive in relazione alla risoluzione dei problemi e alle prestazioni.

Il fulcro del self talk sta sulla focalizzazione su pensieri positivi e obiettivi specifici, in modo che essi portino al comportamento desiderato. L’obiettivo risulta quello di sviluppare un pensiero strutturato su affermazioni, brevi parole chiave, consigli che l’atleta è tenuto a ripetere a sé stesso (mentalmente o ad alta voce), al fine di sostituire eventuali pensieri negativi con stimoli positivi e rinforzanti.

Per la formulazione di un self talk funzionale è importante rispettare alcune “regole” quali ad esempio evitare le negazioni, evitare l’utilizzo dei verbi “devo e posso” e sostituirli con “voglio”. Questi sono solo alcuni esempi su come si struttura un buon linguaggio interno; l’aspetto da non trascurare è che ogni atleta è diverso e gli elementi funzionali alla sua prestazione variano notevolmente, per questo motivo è necessario creare un self talk personalizzato.

E voi? Avete mai posto attenzione a come avviene il vostro dialogo interno?

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