MotoGp: Francesco Bagnaia e le mental skill utilizzate nella rimonta per il titolo mondiale



Nella MotoGP moderna la preparazione mentale del pilota è divenuta un aspetto sempre più importante per sfruttare al massimo le prestazioni sviluppate dagli ingegneri delle scuderie.

Lo sa bene Francesco Bagnaia considerato, sin dagli inizi del Mondiale, uno dei principali favoriti per la conquista della corona iridata.


L’inizio di stagione per il pilota della Ducati è stato però quasi del tutto in salita. Una serie di errori scaturiti da tentativi di recuperare terreno sugli avversari - complice una fase del sorpasso divenuta più complicata nell’intero panorama della MotoGP - gli ha infatti impedito di prendere punti in 4 gran premi.


“A inizio stagione ci aspettavamo qualcosa in più, ma non è stato facile perché c’erano varie difficoltà” ha commentato Bagnaia alla stampa italiana.


Sicuramente partire con alte aspettative addosso e, per diversi motivi, trovarsi sotto di 91 punti rispetto al proprio rivale Fabio Quartataro, ha messo grande pressione addosso al pilota Ducati.


“Mi sento molto fortunato perché la mia passione è diventata il mio lavoro, ma sta diventando sempre più difficile e stressante” il suo commento a riguardo.


Nonostante ciò, Bagnaia è riuscito a mantenere focus e motivazione alti, concentrandosi sulle gare rimanenti e riducendo gli errori. Ha ottenuto 4 vittorie di fila e ha recuperato di gran carriera il distacco da Quartararo.


Pecco Bagnaia: il lavoro sulle mental skill per puntare al titolo della MotoGP


L’ottimo trend delle prestazioni del pilota della Ducati è dovuto a due grandi motivi: l’evidente miglioramento della moto e un investimento del pilota nello sviluppo delle sue mental skill. Tra queste ci sono, ad esempio, il ripassare mentalmente tutto il circuito in ogni sua curva o punto di frenata e l’immaginarsi la piega in curva o il rilascio del gas (imagery)


La motivazione in gara, inoltre può essere allenata attraverso il self talk e l’incanalamento delle risorse cognitive verso i propri obiettivi (goal setting): "Nelle gare dove ho dovuto recuperare, l’ho fatto e ho superato”.


Un altro esempio può essere la gestione dell’ansia in qualifica, dove si può essere esclusi per una questione di decimi, se non millesimi di secondo.


Ne ha parlato Francesco Guidotti, team manager KTM: "Le circostanze in MotoGP ti portano ad essere il migliore e sentirti il migliore grazie a pochi millisecondi, ma poi puoi anche sentirti una schifezza a causa di pochi millisecondi. Devi sapere come gestire questi momenti”.


Pecco Bagnaia ha capito perfettamente come riuscirci, grazie a un ottimo lavoro sulle mental skill, ed è ora distante pochi punti dal laurearsi campione del Mondo. Decisive saranno le ultime 2 gare del Mondiale - in Malesia e Spagna - per sapere se avrà compiuto a tutti gli effetti una grande impresa sportiva.


di Giacomo Cresta

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