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Anche ad aprile Sport Mindset Agency al al lavoro con le società italiane.

Anche nel mese di aprile sono proseguiti gli incontri tra le diverse realtà sportive italiane e i collaboratori di Sport Mindset Agency. La nostra Federica Cominelli ha infatti fatto visita ad alcune società tennistiche del Nord Italia pronta a lavorare insieme ai giovani atleti e ai rispettivi allenatori sui temi della psicologia sportiva.

Nello specifico Federica Cominelli ha fatto visita al Tennis Bergamo, al Tennis Club Modena e al Tennis Palazzolo.

Ottimi risultati per i giovani tennisti seguiti da Sport Mindset Agency

nnnUn fine settimana indimenticabile. Alcuni dei giovani tennisti seguiti dai consulenti di Sport Mindset Agency hanno infatti brillato nei diversi tornei di Junior Next Generation che si sono tenuti nelle scorse settimane. Ecco alcuni dei risultati:

 

Bianca Bissolotti del Tennis Crema ha vinto la seconda tappa del torneo di Biella riservata alla categoria Under 14, superando in finale Matilde Lampiano 6-3, 6-1. Nel corso del torneo l’atleta seguita dal maestro Armando Zanotti aveva sconfitto anche la testa di serie Melissa Rossi.

 

– Sempre a Biella, questa volta nel torneo Under 12, Emanuele Pilotto si è aggiudicato il torneo sconfiggendo Posca per 4-6, 6-2 e 6-1. Per il giovane atleta seguito dal team coordinato dal maestro Cosimo Napolitano anche la soddisfazione di aver raggiunto la finale per il doppio, il cui successo è sfumato sul più bello.traditionrolex.com

 

Tra le società tennistiche seguite da Sport Mindset Agency, invece, ottimi risultati per le squadre di Serie C del Tennis Club Milano e del Tennis Modena capaci di ottenere importanti vittorie utili per la classifica e per la crescita tecnica e psicologica degli atleti.

Ecco le Mental Smart Box di Sport Mindset Agency!

Lavorare sull’aspetto mentale per cercare di rinforzarlo sempre di più e poter così raggiungere un livello sempre più alto di gioco, a prescindere dal livello praticato. È questo l’obiettivo prefissato dalle nuove Mental Smart Box di Sport Mindset Agency, lanciate sul mercato digital da qualche settimana.

 

Le prime due Smart Box sono rivolte a tutti gli amanti del tennis, professionisti e amatori, grandi e piccini, che vogliono allenarsi mentalmente in maniera autonoma e con i propri tempi.

 

Nello specifico le due Mental Smart Box di Sport Mindset Agency sono dedicate alla forza mentale e alla gestione dell’ansia.

 

Mental Smart Box: Forza Mentale nel Tennis

Questa Mental Smart Box è caratterizzata da un percorso di training, pratica e confronto su come gestire la forza mentale nel tennis. Nello specifico si lavorerà sul goal setting, focus e self talk. Prevede 3 corsi teorici, 6 corsi pratici e 2 colloqui con un preparatore mentale

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Mental Smart Box: Gestione dell’Ansia nel Tennis

 

La Mental Smart Box dedicata alla gestione dell’ansia cercherà di lavorare sugli errori che vengono commessi nei momenti cruciali del match ma anche nella gestione psicologica degli appuntamenti più importanti. Nello specifico si lavorerà sull’ansia a livello base, intermedio e sul rilassamento. Prevede 3 corsi teorici, 9 corsi pratici, 2 colloqui con un preparatore mentale e un tutor.

 

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Siete pronti a migliorare la forza mentale nel tennis insieme ai professionisti di SMA? Non vediamo l’ora di aiutarvi!

Sport Mindset Agency al lavoro con il Tennis Club Modena

Non si ferma il lavoro di Sport Mindset Agency, che anche nel 2023 continua l’attività di supporto e collaborazione con molte realtà sportive italiane. Nei giorni scorsi SMA, con la nostra Federica Cominelli, è stata infatti ospite del Tennis Club Modena per una giornata di grande importanza sia da un punto di vista teorico che pratico a livello di psicologia sportiva.

I giovani atleti hanno infatti lavorato prima in aula e poi in campo per applicare le mental skill utili a gestire l’area mentale nel tennis, in particolare le routine sia nelle fasi di allenamento che in partita.

Davide Nicola: l’uomo delle salvezze impossibili a base di psicologia sportiva

Chi è appassionato di calcio non potrà cancellare dalla memoria le storiche salvezze del Crotone nel campionato di Serie A 2016 – 2017 e della Salernitana dello scorso anno. L’autore di quel doppio “miracolo” calcistico, così definito da tutte le maggiori testate giornalistiche sportive, è l’allenatore piemontese Davide Nicola.

L’IMPRESA DI CROTONE DI DAVIDE NICOLA

Dopo la gavetta in Serie B come allenatore di Livorno e Bari, Nicola approda a Crotone guidando i pitagorici nell’agosto del 2016 all’esordio in serie A. L’esordio è disastroso: soltanto due punti raccolti nelle prime dieci giornate di campionato. La situazione non cambia neanche dopo il calciomercato invernale e il Crotone arriva alla pausa di marzo con 14 punti su 29 partite giocate.

Ad aprile ecco la svolta: il tecnico piemontese accende i cuori dei tifosi prima della partita cruciale con il Chievo, dichiarando “Se ci salviamo vado da Crotone a Torino in bicicletta”.

E così fu. Prima la vittoria con il Chievo, poi quella contro l’Inter. Un pareggio con Torino e Milan e la vittoria contro Sampdoria, Pescara e Udinese. L’unica sconfitta è a Torino, contro la Juventus.

La salvezza si decide all’ultima giornata. La sfida è tra Crotone, impegnato contro la Lazio ed Empoli, un punto avanti rispetto al Crotone e impegnato con il già retrocesso Palermo.

È qui che si compie il miracolo: il Crotone batte la Lazio 3-1 e l’Empoli esce sconfitto da Palermo per 2-1. Crotone salvo e promessa del giro in bici mantenuta.

IL MIRACOLO SPORTIVO SI RIPETE: NICOLA COMPIE L’IMPRESA CON LA SALERNITANA

Scolpito tuttora nei cuori dei tifosi crotonesi, il miracolo calcistico si è ripetuto con un’altra squadra di provincia in forte difficoltà: la Salernitana. Nel campionato 2021 – 2022, Davide Nicola subentra a Stefano Colantuono che aveva lasciato la Salernitana a 13 punti in 22 partite disputate.

Da questo momento in poi diversi ecco arrivare diversi successi per Nicola che ottiene 18 punti in 16 partite riuscendo a salvare la squadra campana, ormai destinata alla retrocessione in serie B.

Definire queste imprese come dei miracoli sembra quasi riduttivo. Quello che tutti gli altri definiscono come “miracolo”, è in realtà il frutto di un duro lavoro mentale che l’allenatore fa con le squadre che prende sotto la sua ala protettrice.

I SEGRETI DIETRO AL LAVORO E AL SUCCESSO DI DAVIDE NICOLA

Davide Nicola non ha mai nascosto i suoi principi e valori davanti ai microfoni o social. Nell’intervista rilasciata al “Il terzo uomo”, Nicola spiega: “Il rapporto con i miei giocatori è basato sull’intelligenza emotiva e tecnico-tattica, allenabili entrambi. C’è un grandissimo lavoro dietro: di un giocatore guardo la sua intelligenza, l’entusiasmo e l’umiltà, oltre alla voglia di migliorare. Definisco degli obiettivi e delineo la strada”.

Da questa citazione si possono cogliere diversi aspetti mentali che noi professionisti della psicologia dello sport cerchiamo di affrontare con i nostri atleti.

Innanzitutto parla di intelligenza emotiva, importantissima abilità mentale che permette ai giocatori di poter riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui nonchè di identificare le emozioni disfunzionali e, infine, di saperle gestire e sfruttare in maniera positiva.

Nicola parla poi di definire degli obiettivi per delineare la strada da percorrere. Questo non può che essere un chiaro riferimento al Goal Setting, abilità mentale che permette di definire correttamente gli obiettivi usando l’approccio S.M.A.R.T.

Un altro aspetto che colpisce delle parole di Davide Nicola, è l’importanza che dà all’allenamento e alla voglia di migliorarsi. L’allenatore ha colto l’essenza della psicologia dello sport: allenare la mente così come si allena un gesto tecnico o la forza fisica.

Riferendosi a ciò che per lui significa essere allenatore di calcio, Davide Nicola dice “la forza di un allenatore sta nel cercare un’identità di squadra, con l’identità i risultati arrivano…L’allenatore che sposa un progetto deve creare e costruire i valori attraverso l’identità di gioco, raggiungendo gli obiettivi prefissati”.

La forte motivazione che troviamo nelle squadre allenate da Nicola, è basata, quindi, sull’identificazione di valori comuni ben definiti tra tutti i membri della squadra e tanta attenzione al lavoro di squadra .

Un altro punto su cui Nicola fa leva è la leadership: “devo trasferire sicurezza a chi mi è intorno… Mentalità e razionalità sono i punti cardine di tutto”.

Nicola è sicuramente riuscito a stabilire un rapporto positivo con tutta la squadra basato sulla comunicazione personale con ogni singolo calciatore, sul rinforzo positivo, sulla chiarezza e condivisione di obiettivi e valori, sulla fiducia e sull’aiuto nello sviluppo di abilità e capacità tecniche e umane.

Il fatto che non siano stati solo miracoli, lo dimostra il fatto che ogni anno Davide Nicola è sempre lì su quel campo, pronto ad eguagliare quanto fatto l’anno prima, cercando sempre di migliorare così come sta facendo in questo campionato alla guida della Salernitana.

Davide Nicola non è solo l’uomo delle salvezze e dei miracoli calcistici ma è l’allenatore che tutti noi, psicologi e appassionati di calcio, vorremmo avere in ogni squadra.

di Loris Parente

Iniziato il progetto tra Sport Mindset Agency e il Tennis Club Crema

Sport Mindset Agency e il Tennis Club Crema hanno iniziato un nuovo progetto rivolto alla crescita dei giovani atleti. Nei primi appuntamenti che si sono tenuti hanno avuto luogo sia lezioni in aula che allenamenti pratici.

Si tratta di insegnamenti utili per capire che cosa sono le mental skill, migliorando così il proprio rendimento e comportamento dentro e fuori dal campo.

Mikaela Shiffrin: cosa succede nella mente dei Numeri Uno?

Tutti conosciamo Mikaela Shiffrin come una macchina da guerra, un’atleta studiata nei minimi dettagli fin da bambina, che ha fatto sì del talento, ma anche del duro lavoro, la sua arma vincente. Su questo non ci possono essere dubbi, è la numero uno sotto ogni punto di vista. Ha sempre abituato tutti a vincere con distacchi abissali ogni gara a cui prendeva parte, ed era come se fosse consapevole della sua vittoria ancor prima di passare il traguardo.

Negli ultimi anni non mostrava neanche più entusiasmo quando vinceva, considerava la sua vittoria “scontata”, facendo tralasciare l’idea che si sentisse superiore rispetto alle altre avversarie. Insomma, sembrava un personaggio montato a tavolino, programmato in modo tale che nessun imprevisto, nessuna pressione e nessuna emozione potesse fare da ostacolo tra lei e la vittoria.

Ma da febbraio 2020 qualcosa è cambiato, niente avrebbe potuto preparare la campionessa di sci alpino a ciò che le sarebbe capitato. L’improvvisa morte del padre che cadde dal tetto mentre lavorava nella casa in Colorado, un debilitante infortunio alla schiena, il risultato positivo ad un test COVID-19 che la costrinse a saltare alcune gare di Coppa del Mondo e, in seguito, una delle sequenze più scioccanti della storia di questo sport: la squalifica non da una, non da due, ma da tre gare ai Giochi Olimpici Invernali del 2022.

Ed è proprio in questa occasione che Her Majesty, come viene chiamata nel circo bianco, per la prima volta si è mostrata “umana”.

Dopo essere scivolata nello slalom, nonchè la sua specialità, la fuoriclasse ha deviato a lato del percorso, si è tolta gli sci e ha chinato il capo mentre le telecamere riprendevano la scena.

In passato, avrebbe potuto nascondere il suo esaurimento con frasi fatte sull’essere mentalmente forti o sul superare il dolore.

Questa volta, la Shiffrin ha preferito unirsi alla schiera di importanti atlete che nella storia recente hanno fatto luce su argomenti un tempo tabù come la salute mentale, i traumi, la pressione sulle prestazioni e mostrare la sua vulnerabilità. Ha affermato che è una persona diversa da quella che noi tutti e lei stessa conosceva e non voleva più nascondere i suoi sentimenti, ma mostrarli senza vergogna.

Ma cosa succede veramente nella testa dei Numeri Uno in queste circostanze? Ricordiamoci che questi fuori classe vivono l’agonismo allo stato puro e le loro forze fisiche e mentali sono incentrate su un solo risultato possibile e quando questo non accade tutte le loro credenze vengono messe in discussione.

Per la Shiffrin la morte improvvisa del padre è stato un vero e proprio choc. Non riusciva a dormire. Non riusciva a mangiare. La maggior parte dei giorni non aveva nemmeno voglia di sciare. Quando le tue priorità vengono messe in discussione da un incidente o da una tragedia del genere, cominci a chiederti: “Perché mai le gare sono state così importanti per me?”

Sei settimane dopo la morte di suo padre, il mondo si è chiuso a causa del COVID, il resto del tour di Coppa del Mondo di quell’anno è stato cancellato e la Shiffrin è rimasta lontana dalle piste per tre mesi, allenandosi quasi esclusivamente nella palestra di casa.

Questo periodo di pausa l’ha portata a rendersi conto di quanto si fosse lasciata definire dal suo sport.

Durante un’intervista ha dichiarato che è stato molto difficile per lei separare Mikaela come persona, con la sua autostima, dalle sue gare.

In questo periodo buio, il lavoro dello psicologo dello sport è stato fondamentale per cercare di rimarginare quella ferita enorme che tutto questo le aveva lasciato.

Ha iniziato questo percorso parlando di quello che le è successo relativamente al lato “sportivo” e questo l’ha aiutata a fare delle connessioni. Durante questo percorso ha capito l’importanza del tempo e che per andare avanti doveva guardarsi indietro. Ha fatto un lavoro sulla consapevolezza, rendendosi conto che non sarà mai più quella che era prima, ma può sempre ricordarsi alcune di quelle sensazioni passate e della forza fisica e mentale che aveva. Come obiettivo si era posta quello di tornare a sentire quella attivazione, quel focus e quell’intensità che la caratterizzava, per poi incominciare a mettere insieme tutti i pezzi, a partire dalle sue emozioni.

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Sapevo che dovevo affrontare questo problema, e potevo scegliere di farlo con vergogna o a testa alta, mettendo a nudo la mia anima“.

Da questa affermazione, rilasciata nel corso di un’intervista, si è potuto capire quanto sia stato importante il lavoro svolto insieme allo psicologo, percorso necessario per imparare a riconoscere, comprendere e gestire le sue emozioni, quei sentimenti che ha cercato di reprimere in tutti questi anni, poiché considerati come una debolezza, e che adesso ha sentito la necessità di esternare per trovare la forza fisica e mentale.

Dopo 10 mesi e 300 giorni di assenza, a fine novembre 2020, l’abbiamo finalmente vista tornare in pista a Levi, ottenendo un secondo posto. Dopo un mese ecco arrivare la vittoria in Slalom Gigante a Courchevel per una reazione sul gradino più alto del podio davvero toccante. Vedere proprio Lei, tornare a vincere e commuoversi come non aveva mai fatto, fece scendere una lacrima a tutti i sostenitori.

Questo era solo un assaggio di quanto poi è accaduto nelle ultime due stagioni, compresa quella 2022, che possiamo definire come particolare in quanto ha riassunto tutti i suoi stati d’animo degli ultimi anni. Alle Olimpiadi l’abbiamo vista mostrarsi davanti alle telecamere, delusa e affranta dopo non essere riuscita a concludere le tre gare, mentre nell’arco della stagione di Coppa del Mondo abbiamo rivisto in lei il fuoco che la caratterizzava e che le ha permesso di aggiudicarsi la Coppa di Cristallo Generale.

La nuova stagione è appena iniziata: che Mikaela vedremo in pista?

di Ginevra Bonasia

Baseball: le mental skill dietro la rinascita di Framber Valdez, stella degli Houston Astros

Per me il suo aiuto vuole dire molto. Credo che io gli debba il 75% della mia carriera. Mi ha insegnato tanto riguardo la disciplina, su come gestire le mie emozioni e restare concentrato durante la partita”.

Non si nasconde Framber Valdez nel raccontare l’importante supporto che sta avendo da Andy Nunez, dottore del gruppo di mental skill degli Houston Astros, squadra di baseball americano con la quale sta giocando da diversi anni. Dopo aver vissuto le stagioni 2018 e 2019 con risultati abbastanza deludenti, il lanciatore classe 1993, originario della Repubblica Dominicana, ha deciso di chiedere aiuto al Dottor Nunez, soprannominato “Dr.Andy”, soprattutto dagli atleti più giovani che è solito seguire.

I risultati sono piano piano arrivati, fino a quelli di quest’anno che sono stati a dir poco notevoli.

Valdez ha infatti chiuso la stagione regolare risultando uno dei migliori pitcher del campionato. Ha vinto 17 partite contro le sole 6 sconfitte incassate per una media di punti guadagnati pari 2.82. In poche parole è diventato un punto fermo della rotazione della sua squadra.

Ancora meglio ha fatto in questi ultimi giorni ai playoff, dove ha imbrigliato con i suoi lanci a effetto i forti attacchi dei Seattle Mariners e dei New York Yankees, e ha trascinato i suoi Astros alle World Series contro i Philadelphia Phillies, atto finale del campionato che prende il via venerdì notte.

Quando qualche anno fa abbiamo iniziato a lavorare insieme non stava vivendo un bel momento” ha spiegato Nunez in un’intervista al sito MLB.com. “Prima di tutto abbiamo cercato di cambiare la sua mentalità e di dargli gli strumenti necessari affinché riuscisse a controllare sé stesso. Il lavoro sulle mental skill che sta facendo gli ha cambiato la vita e il modo di giocare. Posso dire che gli ha proprio cambiato il modo di vedere la vita. È stato un totale cambio di prospettiva che gli ha fatto bene”.

Valdez e Nunez sono soliti infatti parlare prima e dopo ogni partita. È infatti necessario capire prima di tutto i punti sui quali lavorare per affrontare la gara nel migliore modo possibile e poi analizzare il risultato ottenuto, soffermandosi sia sulle cose positive che su quelle negative.

Avere un piano e sapere come comportarsi è fondamentale per affrontare al meglio ogni match – analizza Nunez – ed è un qualcosa che Frambler non aveva mai fatto prima. Non a caso era ansioso prima della partita e diventava nervoso durante la gara, sbagliando lanci e compromettendo così la sua performance. Il rapporto che abbiamo è basato principalmente sulla fiducia. Si focalizza sul modo in cui mi parla. Io non lo fermo mai, lo ascolto e cerco di dargli i consigli di cui ha bisogno. È un lavoro continuo, che non cessa mai”.

Non è un caso che di solito il lanciatore degli Houston Astros si sieda in panchina con gli occhi chiusi, cercando di rilassare la propria mente e corpo, e di pensare ai tipi di lanci da eseguire deve eseguire per poter svolgere al meglio il proprio lavoro e raggiungere così gli obiettivi fissati.

Da quando ha iniziato a farlo la musica è letteralmente cambiata in campo. Per questo siamo sicuri che anche sabato notte Valdez svolgerà la stessa routine pre-partita prima di scendere in occasione di gara 2 delle World Series contro i Philadelphia Phillies in una gara che può valere un titolo mondiale.

La foto è presa dal sito MLB.com

MotoGp: Francesco Bagnaia e le mental skill utilizzate nella rimonta per il titolo mondiale

Nella MotoGP moderna la preparazione mentale del pilota è divenuta un aspetto sempre più importante per sfruttare al massimo le prestazioni sviluppate dagli ingegneri delle scuderie.

Lo sa bene Francesco Bagnaia considerato, sin dagli inizi del Mondiale, uno dei principali favoriti per la conquista della corona iridata.

L’inizio di stagione per il pilota della Ducati è stato però quasi del tutto in salita. Una serie di errori scaturiti da tentativi di recuperare terreno sugli avversari – complice una fase del sorpasso divenuta più complicata nell’intero panorama della MotoGP – gli ha infatti impedito di prendere punti in 4 gran premi.

“A inizio stagione ci aspettavamo qualcosa in più, ma non è stato facile perché c’erano varie difficoltà” ha commentato Bagnaia alla stampa italiana.

Sicuramente partire con alte aspettative addosso e, per diversi motivi, trovarsi sotto di 91 punti rispetto al proprio rivale Fabio Quartataro, ha messo grande pressione addosso al pilota Ducati.

“Mi sento molto fortunato perché la mia passione è diventata il mio lavoro, ma sta diventando sempre più difficile e stressante” il suo commento a riguardo.

Nonostante ciò, Bagnaia è riuscito a mantenere focus e motivazione alti, concentrandosi sulle gare rimanenti e riducendo gli errori. Ha ottenuto 4 vittorie di fila e ha recuperato di gran carriera il distacco da Quartararo.

Pecco Bagnaia: il lavoro sulle mental skill per puntare al titolo della MotoGP

L’ottimo trend delle prestazioni del pilota della Ducati è dovuto a due grandi motivi: l’evidente miglioramento della moto e un investimento del pilota nello sviluppo delle sue mental skill. Tra queste ci sono, ad esempio, il ripassare mentalmente tutto il circuito in ogni sua curva o punto di frenata e l’immaginarsi la piega in curva o il rilascio del gas (imagery)

La motivazione in gara, inoltre può essere allenata attraverso il self talk e l’incanalamento delle risorse cognitive verso i propri obiettivi (goal setting): “Nelle gare dove ho dovuto recuperare, l’ho fatto e ho superato”.

Un altro esempio può essere la gestione dell’ansia in qualifica, dove si può essere esclusi per una questione di decimi, se non millesimi di secondo.

Ne ha parlato Francesco Guidotti, team manager KTM: “Le circostanze in MotoGP ti portano ad essere il migliore e sentirti il migliore grazie a pochi millisecondi, ma poi puoi anche sentirti una schifezza a causa di pochi millisecondi. Devi sapere come gestire questi momenti”.

Pecco Bagnaia ha capito perfettamente come riuscirci, grazie a un ottimo lavoro sulle mental skill, ed è ora distante pochi punti dal laurearsi campione del Mondo. Decisive saranno le ultime 2 gare del Mondiale – in Malesia e Spagna – per sapere se avrà compiuto a tutti gli effetti una grande impresa sportiva.

di Giacomo Cresta

Sara Coticoni vince il torneo Mental!

Sara Coticoni è la vincitrice della prima edizione del torneo “Mental“, organizzato da Sport Mindset Agency e incentrato sulla preparazione mentale e sulla performance sportiva. Al termine di una combattutissima finale, Sara ha infatti superato Tommaso Boreatti con il punteggio di 51 a 49.

“Sono molto contenta di aver vinto il torneo, è una grande gioia” ha commentato Coticoni al termine della finale. “Non mi aspettavo assolutamente questo epilogo, visto l’alto numero dei concorrenti. È stato utile per testare e valutare tutto il lavoro svolto negli scorsi mesi. Sono davvero felice di questo successo”.

Grazie a questa vittoria, Sara riceverà come premio il merchandising ufficiale di Sport Mindset Agency, un voucher da spendere per poter utilizzare i servizi di SMA oltre al ruolo di ambassador della preparazione mentale in Italia.

Lo staff di Sport Mindset Agency, inoltre, la seguirà da vicino durante la prossima stagione sportiva, aiutandola nei suoi allenamenti e nella sua crescita a livello mentale, e condividendo il suo cammino sui diversi social network.

Tutto pronto per la finalissima del torneo Mental

La finale del torneo “Mental“, organizzato da Sport Mindset Agency per testare le competenze dei giovani atleti in merito alla preparazione mentale e alla performance sportiva, sarà tra Tommaso Boreatti e Sara Coticoni, che hanno rispettivamente superato in semifinale Victoria Boselli e Tommaso Golferini.

Boreatti si è infatti imposto per 60 a 57 su Boselli, al termine di una sfida particolarmente combattuta. Diverso, invece, l’esito nell’altra gara, con Coticoni che ha superato Golferini per 47 a 30.

Il vincitore riceverà come premio il merchandising ufficiale di Sport Mindset Agency, un voucher da spendere per poter utilizzare i servizi di SMA oltre al ruolo di ambassador della preparazione mentale in Italia. Lo staff di Sport Mindset Agency lo seguirà da vicino durante la prossima stagione sportiva, aiutandolo nei suoi allenamenti e nella sua crescita a livello mentale, condividendo il suo cammino sui diversi social network

Mental: ecco i semifinalisti del torneo orgnizzato da Sport Mindset Agency

Sono Victoria Boselli, Tommaso Boreatti, Sara Coticoni e Tommaso Golferini i quattro semifinalisti che lotteranno per la vittoria della prima edizione del torneo “Mental”, organizzato da Sport Mindset e che vede affrontarsi atleti provenienti da tutto il Nord Italia in una gara sulle proprie competenze in merito alla preparazione mentale e alla performance sportiva.

Nella prima semifinale in programma tra lunedì 26 e martedì 27 settembre, si affronteranno Victoria Boselli e Tommaso Boreatti. Boselli ai quarti di finale ha superato Christian Pezzoli per 60-40 e parte con i favori del pronostico contro Boreatti, che nel precedente turno ha sofferto particolarmente nella gara contro Lorenzo Carpano, eliminato solo per 4 punti (56-52).

Promette scintille e grande equilibrio anche l’altra semifinale tra Sara Coticoni e Tommaso Golferini. Coticoni ha superato al fotofinish Alessandro Caselli ai quarti di finale con il punteggio di 64-60, mentre Golferini ha raggiunto il penultimo atto del torneo a causa del ritiro di Alessandro Pullano.

I due atleti che supereranno le semifinali giocheranno la finalissima del torneo giovedì 29 settembre. Il Il vincitore riceverà come premio il merchandising ufficiale di Sport Mindset Agency, un voucher da spendere per poter utilizzare i servizi di SMA oltre al ruolo di ambassador della preparazione mentale in Italia. Il nostro staff, inoltre, lo seguirà da vicino durante la prossima stagione sportiva, aiutandolo nei suoi allenamenti e nella sua crescita a livello mentale, condividendo il suo cammino sui diversi social network.

Il torneo “Mental” di Sport Mindset Agency entra nel momento cruciale

Pronostici completamente saltati per una fase finale del torneo che si preannuncia a dir poco scintillante. Prendono il via oggi, mercoledì 21 settembre, i quarti di finale del torneo “Mental”, organizzato da Sport Mindset Agency e che vede protagonisti atleti provenienti da tutto il Paese in una gara sulle proprie competenze in merito alla preparazione mentale e alla performance sportiva.

Nel primo quarto di finale, Victoria Boselli, che ha eliminato nel precedente turno la testa di serie numero 1 Anna Manzoni, affronterà Christian Pezzoli. Il vincitore di questa sfida se la dovrà vedere contro il vincente dell’altro quarto di finale tra Tommaso Boreatti e Lorenzo Carpano. Nella parte bassa del tabellone, invece, promette grande spettacolo lo scontro tra Alessandro Caselli, che agli ottavi ha superato per 70-60 la testa di serie numero 3 Camilla d’Amico, e Sara Coticoni. Alessandro Pullano, ultima testa di serie rimasta in gara, affronterà invece Tommaso Golferini in un match dal sicuro interesse.

Dopo la disputa dei quarti di finale, in programma il 21 e 22 settembre, questa volta con 25 domande da rispondere per i concorrenti, il torneo riprenderà nelle giornate del 26 e 27 con le semifinali. L’atto conclusivo di “Mental” – la Finalissima – si terrà invece il 29 settembre.

Ha preso il via il torneo “Mental” organizzato da Sport Mindset Agency

Emozioni e colpi di scena nel primo turno del torneo “Mental”, dedicato a tutti gli atleti che vogliono confrontarsi in una gara sulle proprie competenze in merito alla preparazione mentale e alla performance sportiva, organizzato da Sport Mindset Agency. Alcuni partecipanti teste di serie nel ranking della manifestazione sono stati infatti eliminati, creando così ancora più incertezza e suspance per la vittoria finale.

William Mirarchi, testa di serie numero 2, è stato infatti sconfitto per 67 a 60 da Tommso Golferini, mentre Sara Coticoni ha firmato l’upset ai danni di Jacopo Pierri, testa di serie numero 5, vincendo per 73 a 67. Sofferto è stato anche il passaggio del turno da parte di Anna Manzoni, testa di serie numero 1, che ha pareggiato 53 a 53 con Van Son Didoni. Nessun problema invece per Camilla D’Amico, numero 3 del ranking, e Alessandro Pullano, che hanno superato agevolmente Mattia Pirovano e Niccolò Vailati.

La manifestazione prosegue ora con la disputa degli ottavi di finale che vedrà un aumento del numero – da 15 a 20 – e della difficoltà – più elevata – delle domande a cui i giovani atleti, provenienti dai circoli tennis delle province di Milano, Bergamo, Monza Brianza, Varese e Modena, devono rispondere.

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